martedì 27 luglio 2010

Emergency a Porto Marghera

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Emergency si prepara ad aprire un altro ambulatorio medico in un paese culturalmente arretrato dove l’accesso ai sevizi sanitari non è garantito a tutti: l’Italia. L'annuncio è stato dato dallo stesso Gino Strada in occasione di una manifestazione organizzata dalla rete veneziana Tuttiidirittiumanipertutti. "Il nostro poliambulatorio offrirà cure gratuite ai tanti migranti non solo che arrivano nel Veneto e non hanno la possibilità di accedere ai presidi sanitari pubblici - ha dichiarato il fondatore di Emergency - ma anche ai cittadini di questo nuovo paese del terzo mondo, l'Italia che sta svilendo i diritti e la dignità delle persone".

Ecomafie a casa nostra

Grandi opere e traffico dei rifiuti. Due settori che non conoscono crisi. Due settori in cui la criminalità organizzata continua ad investire denaro sporco ed a ricavarne enormi guadagni, condizionando la democrazia e le politiche di gestione del territorio. Le numerose operazioni condotte dai carabinieri del Noe negli ultimi mesi, testimoniano come il Veneto ha assunto un ruolo da protagonista nei traffici illeciti nazionali ed internazionali. Il 24 giugno scorso la procura di Padova ha scoperto un traffico di rifiuti spacciati per materia prima e fatti arrivare nella Repubblica popolare cinese.

Una Regione in deroga

La chiamano la legge “ammazza fringuelli”. Ma potrebbero chiamarla anche legge ammazza storni, oppure ammazza peppole, o prispoloni o pispole e via dicendo. Tutte specie di uccelli che hanno in comune due caratteristiche, oltre a quella di essere piccoli volatili insettivori utili all'agricoltura: essere protetti dalla comunità europea di essere ambiti trofei di caccia. Stiamo parlando della cosiddetta “legge deroga” che la Regione Veneto ha varato sin dal 2002 e che ogni estate ripropone per consentire alle doppiette di sparare ad animali che sono tutelati tanto dalla legge italiana che da quella europea, per tacere del semplice buonsenso.

martedì 20 luglio 2010

Hydrogen Park

E’ la prima centrale ad idrogeno del mondo. Produce energia (quasi) pulita, sufficiente al fabbisogno medio di 20 mila famiglie. Sfrutta un ciclo di lavorazione “chiuso” con emissioni (quasi) zero e vorrebbe essere il primo passo importante lungo il difficile cammino per trasformare il petrolchimico in un polo di energie rinnovabili.
L’Hydrogen Park appena inaugurato a Fusina, cuore energetico di Porto Marghera, è nato nel 2003 da una compartecipazione tra Enel, Regione Veneto, ministero dell'Ambiente e associazione industriali di Venezia. L’idea che sta alla base del progetto è quella di utilizzare a fini energetici l’idrogeno di scarto dei cicli di lavorazione dei vicini impianti industriali.
Il gas viene convogliato in una speciale camera di combustione e quindi bruciato per alimentare una turbine produrre energia elettrica. La centrale appena inaugurata ha una potenza di 12 megawatt, sufficienti al fabbisogno energetico medio di 20 mila famiglie circa. La combustione dell’idrogeno, a differenza del carbone, non produce CO2. I fumi di scarico sono costituiti solo da vapore acqueo e da ossidi di azoto. Questi ultimi sono fortemente inquinanti, ma un impianto di filtraggio consente di abbattere le emissioni a livelli accettabili. Teniamo anche conto che una centrale a carbone della stessa potenza scaraventa nell’atmosfera 20 mila tonnellate di anidride carbonica all’anno. Ecco perché nel caso dell’idrogeno si parla di emissioni (quasi) zero. L’Hydrogen Park è stato progettato per integrare le installazioni industriali già presenti a Marghera. Il vapore ad alta temperatura risultato dalla combustione del gas, inoltre, viene inviato alla vicina centrale a carbone che aumenta così il suo rendimento di circa il 42 per cento, aggiungendo altri 4 megawatt di potenza. Complessivamente il nuovo impianto fornisce quindi una potenza di 16 megawatt. Un risultato soddisfacente che ha fatto spinto il presidente della regione, Luca Zaia, ha ribadire che “Il Veneto non ha bisogno del nucleare. Il nostro fabbisogno è ampiamente soddisfatto dall’energia che produciamo a casa”. Una svolta ambientalista in casa padana? Niente paura. “Rispetto al fabbisogno del Veneto di 30 gigawatt - ha specificato il governatore Veneto - il bilancio energetico della regione è in pareggio con l’avvio del carbone pulito a Porto Tolle”. Zaia non ha risparmiato un’altra stoccata agli ambientalisti che considerano il concetto di “carbone pulito” un perfetto esempio di ossimoro: “L’impianto a idrogeno dimostra che a noi l’età della pietra non ci piace. La politica energetica va programmata, ma noi ci troviamo a combattere quotidianamente con chi non vuole questa programmazione e vorrebbe tornare all’età della pietra”.
Ma è davvero pulita la centrale ad idrogeno di Fusina? Per rispondere a questa domanda occorre considerare la provenienza dell’idrogeno che finisce nella camera di combustione della centrale. “L’idrogeno non è una fonte energetica rinnovabile ma un vettore di energia – commenta il verde Ezio Da Villa, già assessore provinciale all’ambiente - possiamo parlare di idrogeno pulito solo se questo idrogeno proviene da fonti rinnovabili, come ad esempio dall’acqua attraverso l’idrolisi. Ma non è il caso della centrale di Fusina che è nata per sfruttare il gas derivante dal cracking o dall’impianto, oggi chiuso, del cloro soda. Come facciamo a parlare di energia pulita quando l’idrogeno bruciato proviene dalla chimica pesante e da lavorazioni altamente inquinanti?”

martedì 13 luglio 2010

Voglie di cemento al Lido

Venezia è storicamente un’isola schierata a sinistra in una regione fortemente schierata a destra. Ma nella laguna c’è anche un’altra isola che marcia in senso contrario. Parliamo del Lido, undici chilometri di terra, sabbia e “murazzi” che separano la laguna dal mare. Il Lido delle spiagge, degli alberghi e della mostra del Cinema. Oggi l’isola rischia di diventare un ennesimo paradiso della speculazione edilizia sottocosta. Un trend, già avviato ai tempi della giunta di Massimo Cacciari che in più occasioni si era scontrata con la municipalità del Lido votata al popolo della libertà. Con la riconferma di una coalizione di destra alla guida dell’Isola d’Oro, come la chiamano i suoi isolani, i pericoli di una deriva amministrativa del tutto subordinata agli interessi speculativi urbanistici sono sempre più marcati.

La cultura ed i parcheggi sotto il balcone di Giulietta

Di che pasta fosse fatto Flavio Tosi, primo cittadino di Verona, lo si era capito una settimana dopo la sua elezione, quando aveva nominato di suo pugno, alla presidenza dell’associazione per gli studi sulla Resistenza, un esponente di Forza Nuova. E se il buongiorno si vede dal mattino, non c’è neppure da stupirsi più di tanto del macello che la sua amministrazione sta facendo del patrimonio museale della città di Romeo e Giulietta.

martedì 6 luglio 2010

La Goletta sulla coste venete

Abusivismo edilizio, pesca non sostenibile, depuratori (che non ci sono e che quando ci sono non funzionano), scarichi fognari insufficienti e persistente inquinamento da idrocarburi. La fotografia dello stato delle coste venete scattata da Legambiente è impietosa. L’associazione ambientalista è approdata in laguna con la sua celebre goletta per lanciare la campagna Mare Monstrum e “dare i numeri” della qualità ambientale di quello che un tempo i latini avevano battezzato Mare Nostrum.

Venezia United. Una squadra per tutte le stagioni

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La notizia non è esattamente una di quelle che ogni giorno vengono sparate nelle prime pagine dei quotidiani nazionali. Al massimo si guadagna un paio di colonne nei quotidiani locali, incastrate tra una pubblicità e l’altra, nell’ultima pagina di cronaca della città. Neppure l’onore di una apertura nelle pagine dello sport, pur se di calcio stiamo parlando, che continuano a puntare i riflettori sulla figuraccia mondiale della nostra nazionale e a invidiare le prodezze di Villa e Klose. Niente da eccepire: il destino di una squadra sprofondata in serie D, pur se dal glorioso passato come il Venezia, non ha certo la stessa rilevanza giornalistica della prossima maglia di Balotelli o degli acquisti stellari di Milan e Juve.

Veneto record. Di evasori fiscali

Vi siete mai chiesti da dove tragga combustibile la decantata “locomotiva veneta”? Una risposta potrebbe essere quella che ha dato la Guardia di Finanza qualche giorno fa, quando ha celebrato il suo 236esimo anniversario: dall’evasione fiscale.

Storie di sfruttamento

Non è neppure una storia originale, quella di Raffaele Turatto, “socio lavoratore” della cooperativa sociale Essegi di Padova. Storie così accadono tutti i giorni. Perché è una storia di soprusi e sfruttamento del lavoro. Ma è comunque una storia emblematica di cosa sia diventato oggi il mercato del lavoro. Socio e lavoratore, abbiamo detto. Ma non crediate che essere soci voglia dire aver voce ai piani alti. “Al contrario – commenta Raffaele – è una solenne fregatura. Essere socio vuol dire essere un lavoratore dipendente come gli altri solo con meno diritti degli altri.