
Dall’Est all’Euromediterraneo. Incontri senza confini
Parte da Venezia l’Europa in movimento
Cronaca della prima giornata del convegno
E’ cominciato come doveva cominciare. Con un grande e commosso applauso in memoria di don Gallo. “Un uomo che è e che sempre rimarrà nei cuori di chiunque lotti per cambiare il mondo”, come lo ha ricordato in apertura Vilma Mazza.
E’ cominciato così la “due giorni” di incontri sul tema L’Europa oltre l’Europa organizzata da Global Project e European Alternatives. Il freddo quasi autunnale e la ventilata minaccia dell’acqua alta, sottoposta ai capricci di un imprevedibile vento di scirocco, non hanno compromesso la partecipazione di un folto pubblico che ha affollato la sala messa a disposizione dallo Iuav.
Questo primo appuntamento, coordinato da Vilma Mazza direttore di Global Project e da Lorenzo Marsili European Alternatives,è stata dedicata ai movimenti internazionali.
“Non perdiamoci a descrivere cose che già sappiamo - ha invitato Vilma Mazza - come le politiche di austerity o le repressioni, ma cerchiamo piuttosto di utilizzare questo incontro per costruire un ragionamento comune. Ragionamento che è tutt’altro che scontato. Nessuno di noi vuole tornare indietro nell’orologio della storia. Fermarsi a sostenere che l’Europa ci opprime rischia di sfociare in derive nazionalistiche. Piuttosto troviamo una strada comune per abbattere questa idea di Europa e costruirne una con una geografia politica diversa capace di guardare verso l’Euromeditteraneo”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Lorenzo Marsili che osserva come ogni ragionamento sull’Europa è soggetto a due poli di attrazione: quello dello status quo e dell’austerità sostenuto da politiche socialdemocratiche sempre più blande, e quello del nazionalismo xenofobo di chiara impronta fascista.

Venezia, e non a caso. La città lagunare, storico “ponte” mediterraneo di scambi tra oriente ed occidente, tra settentrione e meridione, sarà la sede del convegno internazionale di due giorni “L’Europa oltre l’Europa”, che si svolgerà venerdì 24 e sabato 25 maggio. In allegato, potete scaricare il ricco programma della manifestazione che, proprio per dare una idea della varietà delle discussioni prevsite, si terrà sia in sedi istituzionali come le sale messe a disposizione dallo Iuav o dal Comune di Venezia, quanto in spazi autogestiti come il Sale Docks. L’iniziativa è stata presentata questa mattina a Ca’ Farsetti.
Perché un convegno sull’Europa?
Perché, si legge nel documento di presentazione dell’incontro, “tre anni ininterrotti di politiche di austerity hanno profondamente modificato la costituzione materiale dell’Unione Europea. Il processo di integrazione economica e finanziaria appare oggi guidato da poteri economici e politici estranei alla stessa cornice istituzionale dei Trattati. La fase costituente dall’alto che stiamo subendo si sta dimostrando post- e anti- democratica. Tanto più che ciò si verifica nel contesto di una gestione della crisi finanziaria ed economica che sta impoverendo drammaticamente il continente e allargando la forbice delle diseguaglianze sociali ai danni di molti”.

Melina è una ragazza come tutte le altre. Ha 19 anni, frequenta la quinta superiore ed è in procinto di dare l’esame di maturità. Melina è nata in Italia, a Genova, dove tutt’ora risiede con i suoi genitori. E’ italiana e si sente italiana. Ma Melina non è una italiana come tutte le altre. Non ha cittadinanza e neppure diritto di voto. Perché Melina è una italiana cosiddetta di “seconda generazione”. I suoi genitori sono originari dell’Ecuador. Un Paese di cui lei non conserva nessun ricordo, considerato che ci ha vissuto solo per pochi mesi, quando aveva quattro anni e i suoi sono dovuti rientrare per un breve periodo in patria. Melina, lo abbiamo già scritto, si sente italiana ed è italiana. Qualche mese fa ha inoltrato una richiesta per ottenere la cittadinanza - “L’ho fatto appena sono diventata maggiorenne perché lo considero un mio diritto”, spiega - ma la domanda è stata respinta perché non le è stata riconosciuta una sufficiente “continuità di residenza” in Italia. Sono bastati quei pochi mesi trascorsi in Ecuador quando era bambina a giustificare la risposta negativa della prefettura. Oggi, Melina che studia per la maturità, se dovesse perdere il permesso di soggiorno, potrebbe essere espulsa dal nostro Paese. Perché lei, italiana, non è una italiana come tutte le altre.
Inceneritore, addio! Venezia sceglie la strada della differenziata, del riciclo intelligente e del recupero energetico. In un incontro con la stampa, svoltosi questa mattina al municipio di Mestre, l’assessore all’Ambiente, Gianfranco Bettin, ha annunciato che entro la fine dell’anno l’impianto di incenerimento situato a Fusina sarà completamente dismesso. Si chiude quindi un capitolo aperto nei primi anni ’90 quando la Regione Veneto, nonostante la contrarietà del Comune di Venezia e le accese proteste dei residenti scelse questo sito per costruire un discusso termovalorizzatore.
Un errore che, come ha osservato l’assessore Bettin, rese più lungo e difficoltoso il passaggio verso un ciclo dei rifiuti più moderno e sostenibile. Adesso però è arrivato il momento di voltare definitivamente pagina.

Un passo in avanti ai fini della tutela dell’ambiente e della salute, ma un passo che non deve farci perdere di vista l’obiettivo finale: l’allontanamento delle grandi navi dalla laguna di Venezia. L’accordo sottoscritto questa mattina a Ca’ Farsetti dall’amministrazione comunale ed i rappresentanti delle principali compagnie di crociera internazionali è un dato senza dubbio positivo per la nostra città. Grazie a questo documento, le grandi navi, dall’entrata alla bocca di porto del Lido alla Marittima, si impegnano ad azionare i loro motori utilizzando combustibile con un tenore di zolfo non superiore allo 0,1 per cento, contro il limite del 3,5 stabilito dalla normativa europea.
E non è tutto. Nel “non scritto” dell’accordo va annoverata anche la disponibilità delle compagnie a mettere in discussione la contestata “passerella” davanti alla piazza marciana. Lo stesso sindaco Giorgio Orsoni che, con l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, ha rappresentato l’amministrazione comunale durante la ratifica del documento di intenti, ha sottolineato: “Un ringraziamento è dovuto anche agli armatori che hanno sottoscritto l’accordo e si sono dichiarati disponibili ad affrontare le alternative al passaggio delle navi da crociera in Bacino”.