giovedì 29 ottobre 2015

AAA bella città lagunare svende il suo welfare

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La chiamano “riorganizzazione”. Ma di altro non si tratta che di pesanti tagli al welfare. La Giunta Brugnaro si appresta a calare la mannaia, non soltanto per demolire i servizi essenziali alle fasce più disagiate, ma anche per colpire tutto quel sistema sociale che costituiva l’eccellenza di Venezia, come testimonia una recente indagine del Sole 24 Ore. Il sindaco manager lo farà attaccando gli amministratori che lo hanno preceduto al governo della città. Dichiarerà, barcamenandosi alla meno peggio nell’oceano a lui sconosciuto dei congiuntivi, che si era speso troppo e troppo male. Che non ci sono più soldi perché quelli di prima se li sono mangiati tutti, che un elefantiaco sistema di assistenza come quello costruito a Venezia non è in linea con la modernità, che queste cose bisogna farla fare ai privati e non al pubblico. La chiamerà, come abbiamo scritto, “riorganizzazione dei servizi”. Un nome come un altro per nascondere una politica di smantellamento sistematico di quanto cittadini e associazioni erano riuscite ad ottenere in anni di lotta (perché nessuno ti regale niente, neppure le più illuminate amministrazioni).

domenica 11 ottobre 2015

Ladro di democrazia, devastatore di ambiente. Il sistema Mose messo a giudizio dal Tribunale di Popoli

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Il Mose e tutta la cupola mafiosa che ruotava - e tutt’ora ruota - attorno al Consorzio Venezia Nuova è stata portata a giudizio del tribunale permanente dei Popoli. Oggi, 22 ottobre, nell’aula magna del liceo artistico Guggenheim di Venezia, si è svolta la prima fase, aperta al pubblico, delle audizioni. Dal 5 al 8 novembre, a Torino, sono in programma le udienze finali alla fine delle quali, il tribunale si pronuncerà sulla violazione dei diritti democratici in base alla Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli proclamata ad Algeri nel 1976.
Il tribunale permanente dei Popoli nasce come ideale continuazione del tribunale Russell che a sua volta deriva dall’esperienza del Tribunale internazionale contro i crimini di guerra fondato dal filosofo Bertrand Russell e dallo scrittore Jean-Paul Sartre nel novembre del 1966 con lo scopo di fare luce sui crimini commessi dall'esercito statunitense nella guerra del Vietnam.

Dalla sua fondazione, nel 1979, il tribunale dei Popoli si è espresso in numerosi casi di violazione di diritti fondamentale di popolazioni in tutto il mondo, dai mari d’Indonesia alle coste del Salvador. Si tratta naturalmente, di un tribunale di “opinione”, di natura associativa con giudici volontari, ma comunque dotato di una copertura mediatica internazionale.
Il tribunale interviene in tutti quei casi nei quali le legislazioni nazionali risultino inadeguate, se non addirittura complici dei violatori, nel difendere i diritti dei popoli. In Italia, il tribunale è stato chiamato a giudicare le violazioni legate alle Grandi Opere, come la Tav, il Muos e, grazie all’associazione AmbienteVenezia che si è costituita parte civile, il Mose.

mercoledì 7 ottobre 2015

L’Ordine dei Giornalisti apre la mostra Grandi Navi. Presidio degli ambientalisti e show di Brugnaro

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Il titolo è tutta retorica: “Danno o risorsa per Venezia?” La risposta è tutta in quelle 27 spettacolari gigantografie che raccontano in maniera inequivocabile il devastante impatto che queste speculazioni edilizia galleggianti chiamate“Grandi Navi” hanno nel delicato ecosistema lagunare. Non c’è storia, non c’è paragone e non c’è neppure spazio per il punto di domanda, tra le due posizioni, pro e contro, davanti a queste immagini che raccontano il quotidiano stupro di meganavi grandi cinque volte il Titanic forzate a passare in un ecosistema idrico a misura di gondola.
E d’altronde, guardando dietro l’obiettivo della reflex, chi voleva documentare il danno o la bruttura di una ingombrante presenza che non ha nulla a che vedere né con la storie né con la morfologia della laguna, ha giocato facile. E non me ne vogliano i bravissimi autori delle foto se scrivo questo. Intendo solo considerare che, volendo sostenere la tesi “pro grandi navi”, cosa c’era da immortalare? La faccia beota di qualche turista da comitiva a prezzo fisso che saluta dal ponte del condominio, pensando di viaggiare sul praho di Sandokan e che invece si ritrova su un centro commerciale galleggiante? Che è come farsi le vacanze all’Auchan?

domenica 4 ottobre 2015

La Venezia ambientalista in riva per dire No ad altri scavi. La soluzione è solo una: fuori le Grandi Navi dalla laguna

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Domenica di lotta e di festa a Venezia. Domenica di orgoglio cittadino. La Venezia che non ci sta a veder trasformare in merce la laguna che le ha dato vita, è scesa in riva per ribadire il suo No alle Grandi Navi ed a tutto quello che queste portano con sé, dall’inquinamento dell’aria alla devastazione dei fondali.
Parecchie centinaia di cittadini hanno accolto l’appello del movimento contro le Grandi Navi e si sono radunate questo pomeriggio alle Zattere, proprio davanti a quel canal della Giudecca dove sfilano impuniti queste brutte speculazioni edilizie galleggianti che sbandierano nomi come Preziosa o Deliziosa.