venerdì 30 luglio 2021

Roghi in Sardegna, il sistema antincendio c'era, ma è stato dismesso

Dopo le fiamme sul Montiferru, la procura di Oristano indaga per incendio colposo aggravato. Il presidente della Regione Solinas ha chiesto lo stato di emergenza, ma nessuno guarda alle cause

Raccontano ad Oliena (in provincia di Nuoro) che il santo più venerato in Sardegna sia tale S’Antincendiu. Il santo protettore del servizio antincendio che ha dato conforto e lavoro a tantigiovani disoccupati dell’isola. Santo del tutto sconosciuto all’agiografia cristiana, che si può anche leggere Sant’incendiu e che, in questa veste, ha permesso ad altrettanti proprietari terrieri di ricavare un bel po’ di denaro dai roghi appiccicati ai loro appezzamenti.

mercoledì 28 luglio 2021

Grafica Veneta, la Cgil: «Dall’indagine elementi sconcertanti»

Sfruttamento. Nell'azienda che ha stampato Harry Potter 11 arresti con accuse pesanti

«Mi domando che razza di paese sia quello in cui ci si lamenta della disoccupazione ma si rifiuta il lavoro. Su 25 posti aperti ne ho coperti solo 4 in tre mesi. Qualche ragazzotto che dà la disponibilità c’è ma poco dopo rinunciano per via dei turni che reputano troppo pesanti». Così, nell’aprile del 2018 si lamentava in un’intervista l’amministratore unico di Grafica Veneta, Fabio Franceschini. Una personalità di spicco nell’editoria nazionale, tenuto conto che l’azienda di Trebaseleghe (Padova) pubblica best seller come la saga di Harry Potter e la biografia di Barack Obama.

domenica 25 luglio 2021

‘Fie a Manetta’, le barcaiole veneziane contro il machismo lagunare

Andare in barca nella città lagunare significa vivere la città nella sua dimensione più autentica. Non solo, la pandemia ha dimostrato che in certi casi si tratta di sopravvivenza. Eppure da sempre il mondo delle barche è stato riservato ai soli uomini; una tradizione riservata che viene tramandata da padre a figlio. Fino a qualche mese fa, quando un collettivo di circa cinquanta donne l’ha messa in discussione.

“Fia”, a Venezia, significa ragazza. Un termine dialettale, un po’ sbarazzino e un po’ confidenziale, con cui rivolgersi alle giovani e alle giovanissime. La “manetta” in questione è quella del timone del fuoribordo. Tenerlo “a manetta” vuol dire procedere alla velocità massima del motore. Una traduzione di “Fie a Manetta” potrebbe quindi essere “ragazze a tutto gas”. E, siccome stiamo parlando di laguna, la prima immagine che ci viene in mente è quella di una “fia” che, con i capelli al vento e la mano sinistra sul timone, plana sulle onde a tutta birra, mentre la prua del suo barchino si impenna orgogliosa. Esattamente l’immagine che le ragazze in questione hanno scelto per il loro logo. L’associazione, nata con lo scopo di insegnare alle ragazze di Venezia e delle isole ad andare in barca, è nata in pieno lockdown.

lunedì 12 luglio 2021

La marea ambientalista contro il G20 di Venezia

Dentro l'Arsenale i ministri delle Finanze dei 20 Paesi più ricchi al mondo, fuori il mondo ambientalista (e non solo). Sul tavolo la tassa sulle multinazionali, la pandemia e il cambiamento climatico

C’è l’Arsenale. E dentro l’Arsenale, i rappresentanti dei 20 Governi più ricchi (e potenti) del mondoche discutono di finanza e del futuro dell’umanità con manager di banche, delegati di multinazionali, padroni di imprese fossili e amministratori di gruppi industriali. Fuori dell’Arsenale, c’è il mondo: Fridays for future, Extinction rebellion, sindacati di base, Non una di meno, gruppi antispecisti, No tav, Stop biocidio, No grandi navi. Attorno all’Arsenale, uno sbarramento di millecinquecento poliziotti asserragliati dentro calli chiuse per l’occasione con cancellate d’acciaio, cecchini sui tetti coi fucili sempre puntati, battaglioni di soldati in assetto di guerra, mezzi anfibi che corrono sparati sui canali ed elicotteri che rombano in cielo in stato di massima allerta. Eccola qua, la Venezia del G20. Fatte le dovute proporzioni, non è cambiato molto da quella Genova di, giusto giusto, vent’anni fa.

Sul tavolo del meeting dei 20 ministri delle Finanze (che assieme rappresentano più dell’80 per cento del Pil mondiale) ci sono tre questioni principali: una tassazione minima del 15 per cento per le multinazionali; una task force sui vaccini anti-covid per i Paesi in via di sviluppo e per rafforzare la risposta alle future pandemie; il monitoraggio dei rischi globali legati al cambiamento climatico. Se da un lato per il Commissario Ue agli Affari economici Paolo Gentiloni l'accordo per una riforma della tassazione globale rappresenta "una giornata storica", i manifestanti tagliano corto: “Ti pare un successo che una multinazionale paghi il 15 per cento di tasse mentre un'impresa artigianale paga il 39? Dovrebbe essere il contrario, semmai. Semplicemente ridicolo", è il commento di Tommaso Cacciari, uno dei portavoce delle rete anti G20.

La rete "We are the tide, you are only G20" ("noi siamo la marea, voi solo il G20") – nata un mese fa e decisa a proseguire in vista della Cop26 di Glasgow – ha presidiato Venezia durante tutti i giorni del summit. Dopo svariate dimostrazioni pacifiche e colorate, alla fine gli scontri.

domenica 11 luglio 2021

La marea in protesta: sfida a caldo e cariche della polizia

Le mobilitazioni contro il G20. In piazza con le parole d’ordine: Giustizia sociale, giustizia climatica, reddito e welfare per tutti

Cariche, manganelli e lanci di fumogeni. Vent’anni dopo Genova, la risposta dei potenti della terra a chi prova a ricordare loro che una altro mondo è possibile, non è cambiata di una virgola.

«CI HANNO VOLUTO MOSTRARE il vero volto del capitalismo barricato dentro l’Arsenale, al di là di tutte i proclami ipocriti che fanno su resilienza e conversioni ecologiche» dice una ragazza che si teneva la testa sanguinante per una manganellata. Eppure, la manifestazione era cominciata in maniera pacifica. Almeno 1.200 persone hanno accolto l’appello della rete We Are Tide You Are Only G20 e hanno raggiunto la fondamenta delle Zattere per protestare contro il summit della finanza al grido di «Giustizia sociale, giustizia climatica, reddito e welfare per tutti».

Appuntamento alle 14,30 sotto un solleone da climate change col termometro che passava i 30 gradi. Ad offrire un po’ di fresco solo l’ombra dei gazebo delle varie associazioni che hanno costituito la rete contro il G20, con quello dei No Grandi Navi a far gli onori di casa.

sabato 10 luglio 2021

«Noi siamo la marea, voi solo G20»: oggi scende in piazza la rete «We Are Tide»

Ci si sveglia al rombo degli elicotteri, qui in laguna. Volano bassi per meglio sorvegliare calli e campielli. Cominciano all’alba e vanno avanti e indietro senza concedere tregua sino al tramonto. Si tratta per di più degli Aw139 Leonardo. Velivoli dalle altissime prestazioni ma che in un’ora di volo bruciano 600 litri di carburante. I giornali parlano tutti di una Venezia «blindata» nei giorni di questo G20 della finanza cominciato giovedì e che si concluderà domani. Volano sopra una città militarizzata. Una città «blindata» come ripetono pedissequamente tutti i media.

A portare un po’ di colore in questo grigioverde militare che ha invaso calli e campielli, ci hanno pensato le ragazze ed i ragazzi di Extinction Rebellion, una cinquantina circa, che ieri si sono incollati col sedere per terra sui masegni delle calli che portano all’entrata principale dell’Arsenale, costringendo giornalisti e politici diretti al vertice a scavalcarli. «Così magari si accorgono che ci siamo anche noi» mi ha spiegato un giovanotto con un cartello appeso al collo con la scritta «I loro soldi saranno la nostra estinzione».