venerdì 29 maggio 2020

Marghera, bruciato il libro che denuncia le ecomafie

Fatti e misfatti . "Cracking" di Gianfranco Bettin è stato incendiato e lanciato dentro i locali del municipio di Marghera, di cui l'autore è presidente. Sulle pagine bruciate svastiche e scritte che invocano "ordine"
Un libro imbrattato di insulti e di svastiche. Un libro dato alle fiamme e poi gettato dentro una finestra nel tentativo di intimidire chi lo ha scritto. Il libro in questione è “Cracking” (Mondadori) e il suo autore è Gianfranco Bettin. Il luogo è la sede della municipalità di Marghera, di cui lo scrittore è presidente. Il volume è stato gettato da ignoti proprio nel vano d’entrata delle scale che conducono all’ufficio di presidenza.
Non è ancora chiaro se lo scopo era quello di provocare danni o addirittura di appiccare il fuoco all’edificio, oppure se le fiamme altro non sono che una sorta di ulteriore affronto al libro che, ricordiamolo, racconta la storia romanzata di una protesta operaia sullo sfondo del petrolchimico veneziano, tra malavita organizzata, criminalità finanziaria e lotte per il lavoro e per l’ambiente.

sabato 16 maggio 2020

Esplode una fabbrica chimica, disastro annunciato a Marghera

La Sigma va in fiamme. Nube tossica sul cielo di Venezia. Diversi operai feriti, due gravi. Gli allarmi ignorati sulla sicurezza


Alle 10,15 di ieri mattina, Venezia è improvvisamente tornata alla normalità. Un forte botto causato dall’esplosione di un serbatoio ha scatenato un violento incendio a Porto Marghera che ha devastato gli stabilimenti dell’industria chimica 3V Sigma, azienda specializzata nella produzione di solventi e sbiancanti per cementifici. Un’alta colonna di fumo nero e maleodorante si è alzata dal luogo del sinistro ed è rimasta visibile per tutta la mattinata sull’orizzonte della città.
La violenza dell’esplosione ha danneggiato anche alcuni appartamenti vicini alla 3V Sigma, spaccando i vetri delle finestre e danneggiando gli interni. Il bilancio delle vittime conta numerosi feriti e due operai ricoverati in gravissime condizioni per ustioni.
Proprio due di quegli operai che il 10 luglio di un anno fa erano scesi in sciopero contro la mancata osservanza dei protocolli di sicurezza da parte dell’azienda, comprese le norme antincendio, e che qualche giorno fa, costretti a lavorare anche in pieno lockdown, avevano denunciato ancora una volta i rischi che correvano nella loro attività, ricevendo come risposta da parte dell’azienda solo la minaccia verbale di una denuncia per diffamazione.
Un disastro annunciato, quindi, quello accaduto ieri mattina a Venezia. Un disastro dal quale i comitati ambientalisti e la stessa Municipalità presieduta dall’ambientalista Gianfranco Bettin, avevano più volte messo in guardia il Comune e la Regione. Sotto accusa anche la gestione dell’emergenza da parte dello stesso Comune e dell’ArpaV.