Argentina estrema A ridosso della Cordigliera gli incendi hanno mandato in fumo 100mila ettari di boschi. C’è la mano dell’uomo e c’è puzza di speculazione, ma il governo accusa e minaccia i popoli nativi. Per reprimerli meglio, in nome della «razza argentina»
La Patagonia brucia e i piromani, per il Governo argentino, sono soltanto loro: i Mapuche, il popolo originario. Da fine gennaio, le provincie del Chubut e del Rio Negro, soprattutto le aree a ridosso della Cordigliera, sono quotidianamente devastate da centinaia di incendi che hanno spazzato via almeno 100mila ettari di boschi. I giornali locali parlano di un ecocidio senza precedenti. Un ecocidio che ha fatto tabula rasa di intere aree protette come i parchi nazionali Lanín e Nahuel Huapi.
IL FUOCO HA BRUCIATO più di 150 abitazioni rurali. Interi quartieri periferici della cittadina di El Bolson e di altre località che si trovano nella zona, sono stati fatti evacuare. Le fiamme sono arrivate a lambire anche l’elegante località di San Carlos de Bariloche, la “Cortina d’Ampezzo” della Patagonia. La mitica Ruta 40 che attraversa tutta l’Argentina, correndo ai piedi della Cordigliera Andina, dalla frontiera con la Bolivia a nord, alla Terra del Fuoco a sud, è costellata di posti di blocco dei bomberos (vigili del fuoco) che deviano i mezzi in transito su strade polverose per aggirare le zone colpite dagli incendi mentre alte colonne di fumo nero oscurano l’orizzonte della pampa.
Ma qual è la causa di questo incendi? Certamente, i cambiamenti climatici e le alte temperature registrate in questa estate australe, hanno il loro peso, così come il forte vento secco che scende dalle Ande e che da queste parti non smette mai di soffiare. trasformando ogni piccolo focolaio in un rogo incontrollabile.
