domenica 29 giugno 2025

«Riprenidiamoci la città». Il corteo No Bezos a Venezia

VENEZIA In centinaia contro «il simbolo di quel capitassimo che nutre e si arricchisce con le guerre»


L’ultimo appello alla mobilitazione è arrivato venerdì sera dal palco del festival di Radio Sherwood. «Il terzo uomo più ricco del mondo è venuto nella nostra città, l’ha noleggiata, l’ha militarizzata per garantire la celebrazione del suo potere – grida Martina Vergnano del comitato No Bezos, No Way – l’uomo che è il simbolo dello sfruttamento lavorativo, l’uomo che siede alla corte di Donald Trump e che è il volto del nuovo fascismo economico, l’uomo che vende e che guadagna dalla vendita di software militare che vengono utilizzate dagli Usa e da Israele. Jeff Bezos è il simbolo di quel capitassimo che nutre e si arricchisce con le guerre».


APPELLO CHE NON È STATO lanciato invano. Almeno cinquemila attiviste e attivisti si sono ritrovati ieri pomeriggio nel piazzale della stazione di Venezia per dare vita ad un corteo colorato, dove le bandiere della pace e i gonfaloni di San Marco sventolavano assieme a quelle della Palestina. Striscioni contro la guerra, cartelli inneggianti alla pace o con scritte ironiche come «Di male in Bezos», salvagenti colorati e paperelle galleggianti per una mobilitazione come non si vedeva da tanto tempo nella città dei dogi. Sono state organizzate partenze dai principali capoluoghi del Veneto, Vicenza, Padova, Treviso ma anche da Trento e da Bologna. Presente anche una folta delegazione del gruppo inglese “Everyone hates Elon” (tutti odiano Elon Musk) che nei giorni precedenti ha letteralmente tappezzato calli, campielli e fondamenta con cartelloni con la scritta «Nel tempo che tu impieghi a leggere queste righe, la ricchezza di Jeff Bezos è aumentata di più del tuo stipendio mensile».

martedì 24 giugno 2025

Jet privati e yacht giganti: «Bezos paghi più tasse»

GREENPEACE
Gli attivisti: «Il 28 giugno ci mobiliteremo con pacifica determinazione»

Davvero una bella cartolina con tanti saluti da Venezia, quella che Greenpeace ha spedito a Jeff Bezos per il suo matrimonio. Una dozzina di attiviste e di attivisti dell’associazione ambientalista e del gruppo d’azione britannico Everyone Hates Elon ha srotolato ieri mattina un lenzuolo di ben 400 metri quadrati con la faccia sorridente del padrone di Amazon e la scritta: «If you can rent Venice for your wedding, you can pay more tax», se puoi affittare Venezia per le tue nozze, allora puoi pagare più tasse.

Il riferimento è alla mancata tassazione dei beni dei grandi oligarchi come i loro enormi yacht che battono bandiere di comodo.

«Se i super ricchi fossero tassati insieme alle industrie del fossile e al comparto della difesa, non solo sarebbe possibile accelerare la giusta transizione verso forme di energia pulita, ma anche contribuire a finanziare un sistema di welfare che garantisca giustizia sociale e benessere per tutti – ha spiegato Simona Abbate, responsabile della campagna Clima di Greenpeace -. Questo modello economico che privilegia i super ricchi invece non solo non è giusto, ma sta portando l’intero pianeta al collasso».

domenica 15 giugno 2025

Venezia, un tuffo in laguna contro le nozze di Bezos

Una torta nuziale indigesta, quella che i veneziani si preparano a confezionare per le nozze del secolo tra il padrone di Amazon e terzo uomo più ricco del pianeta, Jeff Bezos, e la compagna Lauren Sanchez, di professione «filantropa». Dopo il grande striscione innalzato sul campanile di San Giorgio, l’isola che il magnate ha affittato per tutta la durate dei festeggiamenti, attiviste e attivisti del comitato «No space for Bezos» si sono trovati venerdì sera in campo San Giacometto, ai piedi del ponte di Rialto, per mettere a punto nuove mobilitazioni e impedire l’ennesima mercificazione della città.

«Venezia non è dell’oligarca Bezos, non è neppure del sindaco Brugnaro. Venezia è di chi ci vive – ha dichiarato tra gli applausi Federica Toninello, portavoce del comitato -. Siamo pronti a tuffarci nei canali e a fare barriera con i nostri corpi, per impedire agli invitati vip di raggiungere la Scuola della Misericordia. Lo abbiamo già fatto per contestare le grandi navi e lo rifaremo per fermare questa ennesima farsa che offende la dignità di Venezia». Il “bagno in canale” – spiega Toninello – sarà organizzato per sabato 28.

mercoledì 11 giugno 2025

Bezos affitta Venezia per il suo matrimonio. Cresce la protesta

Qualcosa di inconsueto è accaduto, ieri mattina, nel Bacino di San Marco. Piano piano, un enorme striscione è stato issato verso la cima dell’antico campanile della basilica dell’isola di San Giorgio, proprio di fronte al palazzo Ducale. Gondolieri, turisti e i sempre più rari residenti che affollano piazza San Marco guardavano stupiti oltre il canale, sventolare quel grande drappo bianco con
la scritta «Bezos» marcata da un segno rosso. Si tratta del «malvenuto» che il neo nato comitato cittadino «No Nozze» ha dedicato al patron di Amazon che si prepara a celebrare il suo matrimonio con Lauren Sanchez a Venezia con tre giorni di festa, dal 24 al 26 giugno.
TRE GIORNI nei quali Jeff Bezos, terzo uomo più ricco al mondo, si è praticamente comperato la città. Prenotate tutte le stanze dei cinque alberghi più lussuosi – di quelli con le suite da 9 mila euro a notte, per intenderci -, noleggiati tutti i taxi della città che saranno a disposizione esclusiva degli ospiti, allertata l’intera flotta di gondole. Centro dei festeggiamenti sarà proprio l’isola di San Giorgio che Bezos ha interamente affittato, basilica palladiana compresa. Qui converranno i circa 250 invitati, provenienti per lo più dal mondo del cinema: Leonardo Di Caprio, Barbra Streisand, Kim Kardashian, Orlando Bloom, Oprah Winfrey e tante altre celebrità holliwoodiane.