
Rifondazione rispondeva con la Madonna in persona. “E che vuol dire? –replicava il consigliere Emilio Franzina- Io sono appena stato al santuario della madonna di Monte Berico ad implorarle la grazia di allontanare da Vicenza guerre e caserme!” Dentro il palazzo, a finestre chiuse, i consiglieri si insultavano e si spintonavano. Fuori del palazzo, mezza Vicenza scuoteva campanacci e urlava “Ver-go-gna! Ver-go-gna!” “Siamo alla dittatura della maggioranza –commentava Ciro Asproso, consigliere verde- Vogliono trasformare la città in una portaerei Usa!” E’ finita come doveva finire. A notte fonda, la maggioranza votava compatta per la Superbase: 21 contro 17. Favorevoli Forza Italia, An e Lega. Quest’ultima con un distinguo. “Avrei voluto votare no –ha commentato la pasionaria del Carroccio, Manuela Del Lago- soltanto per vedere la faccia di D’Alema. Col nostro sì, gli abbiamo tolto le castagne da fuoco”.
Già, perché la palla adesso passa alle alte sfere. Spetta a D’Alema, Parise & Soci compiere la scelta definitiva. Spetta al Governo decidere se schierarsi col centrodestra vicentino che vuole trasformare la città nella caserma della 173esima Airborne Brigade o con la sinistra che ha detto no alla logica della Guerra Globale. Con Hüllweck o con la Vicenza di Pace che il 2 dicembre scenderà ancora in piazza per ribadire ancora una volta No ad un aereoporto Usa di guerra in pieno centro abitato.
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