domenica 5 novembre 2006

Le pentole di Vicenza

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La Vicenza che non vuole trasformarsi in una caserma non si è arresa. Bandiere, striscioni, campane e campanelle, sirene, pentole e tamburi… tutto tornava buono, nella serata di giovedì 26 ottobre, per far casino sotto un municipio blindato da tre cordoni di celerini in assetto antisommossa. Al primo piano di palazzo Trissino, i consiglieri eletti si giocavano la partita decisiva tra i favorevoli e i contrari alla Superbase Usa in terra berica. Maggioranza ed opposizione si davano battaglia su temi di politica estera che neanche all’Onu si sentono spesso. Gioco duro giocato da duri: quello che piace tanto al sindaco ex missino ed ora forzista Enrico Hüllweck. L’opposizione veniva subito messa sul banco degli imputati con accuse di simpatizzare per il terrorismo islamico e di farsi scudo di un antiamericanismo ideologico. Il primo cittadino dava il via allo scontro sventolando una lettera inviatagli una settimana prima dal vescovo in cui si ringrazia genericamente il Comune di Vicenza per la solidarietà espressa al papa Benedetto XVI in occasione della recente polemica sul fondamentalismo islamico.


Rifondazione rispondeva con la Madonna in persona. “E che vuol dire? –replicava il consigliere Emilio Franzina- Io sono appena stato al santuario della madonna di Monte Berico ad implorarle la grazia di allontanare da Vicenza guerre e caserme!” Dentro il palazzo, a finestre chiuse, i consiglieri si insultavano e si spintonavano. Fuori del palazzo, mezza Vicenza scuoteva campanacci e urlava “Ver-go-gna! Ver-go-gna!” “Siamo alla dittatura della maggioranza –commentava Ciro Asproso, consigliere verde- Vogliono trasformare la città in una portaerei Usa!” E’ finita come doveva finire. A notte fonda, la maggioranza votava compatta per la Superbase: 21 contro 17. Favorevoli Forza Italia, An e Lega. Quest’ultima con un distinguo. “Avrei voluto votare no –ha commentato la pasionaria del Carroccio, Manuela Del Lago- soltanto per vedere la faccia di D’Alema. Col nostro sì, gli abbiamo tolto le castagne da fuoco”.
Già, perché la palla adesso passa alle alte sfere. Spetta a D’Alema, Parise & Soci compiere la scelta definitiva. Spetta al Governo decidere se schierarsi col centrodestra vicentino che vuole trasformare la città nella caserma della 173esima Airborne Brigade o con la sinistra che ha detto no alla logica della Guerra Globale. Con Hüllweck o con la Vicenza di Pace che il 2 dicembre scenderà ancora in piazza per ribadire ancora una volta No ad un aereoporto Usa di guerra in pieno centro abitato.

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