Di solito non intervengo in queste dispute perché so bene che le argomentazioni non hanno mai convinto nessuno. Vorrei solo metterti in guardia, Jerry, perché nella tua evidente ingenuità rischi seriamente di venire strumentalizzato dal primo figlio di puttana che passa per strada. E non te lo meriti. Scusami, ma che vuole dire a proposito dei finiani che "il gruppo è omonimo, ma non abbiamo niente a che fare con loro"? Se io vado in Luisiana con cappuccio bianco e la scritta KKK, posso dire che non sono razzista e che il nome una coincidenza? Quanto meno dovresti cambiare immediatamente il nome del tuo gruppo adesso che sai chi lo ha usato prima di te! E poi... "senza offese per Fini"??? Offendiamolo invece! E' un fascio rifatto e rappresenta tutto ciò che la Rete combatte.
Vado ancora avanti, sempre a proposito della tua ingenuità politica: "E' un gruppo apolitico". Proprio come il mio club di tiro con l'arco. La Rete politica la fa, invece. E la fai anche tu quando ti batti per un mondo diverso. "Apartitico": che significa? Che tutti i partiti sono sullo stesso piano? Lega, forza Italia, rifonda... io ho avuto per anni la tessera dei verdi e chi afferma che siamo tutti uguali mi offende profondamente. La Rete e gli antirazzisti sono invece apertamente schierati "contro" tutti i partiti che fanno della xenofobia il loro strumento populistico. Sulle motivazioni delle manifestazione e sulla violenza - che abbiamo visto tutti da che parte veniva - non mi dilungo perché le mie posizioni sono quelle della Ale. Quelli che stavano davanti non cercavano certo la gazzarra (a che scopo poi? mani alzate contro scudi e manganelli?). Son stati là solo per prenderle ed evitare, col loro sacrificio, che la polizia picchiasse quelli dietro, bambini e anziani compresi.
Su una cosa però ti invito a riflettere. Sulla "fierezza di essere italiani". Ma si può sapere cosa ti ha fatto la Francia? Non ti piace Proust? Guarda che è tanto ma tanto meglio del Carducci, eh? Io invece tutte le prime domeniche del mese faccio la paella e sono fierissimo di essere spagnolo. Non è un modo di dire. Mi "sento" spagnolo, sennò non mi riesce bene il piatto. E devo dire che mi capisco di più con la lingua a Madrid che nell'italianissimo e tricolore Friuli. Amo Venezia, la mia città profondamente. Così come amo Parigi dove ho vissuto giornate indimenticabili. Palermo poi con i cannoli dove la metti? A Città del Capo ho un sacco di amici e mi sento a casa mia nel quartiere vicino allo stadio. C'è pure un sacco di razzisti proprio come qua. Sono proprio fiero di essere sudafricano! Amo, come te, l'Italia e Garibaldi che, se fosse vivo, sarebbe in prima fila nella manifestazioni come quella anti lega. Amo il Messico e Zapata, l'Argentina e il Che, New Orleans e Armstrong (It's a wonderful world). E come si fa a non tifare per gli All Black neozelandesi al campionato di rugby? E mia nonna ebrea che non gliene fotteva niente dell'Italia ("pais de mierda" diceva sempre) ma per tutta la vita ha continuato a rimpiangere la sua pampa sconfinata? Posso essere fiero di essere argentino almeno tutti i martedì in sua memoria? Oppure sono un traditore della Patria? E hai mai visto quanto è bella la Namibia? Perché non fondi Generazione Namibiana? Oppure pensi davvero che l'Italia valga più della Namibia? E su che basi? Perché è più ricca? O perché è il tuo Paese? Una volta ho sentito un fascio, uno vicino a Fini, tra l'altro, che si dichiarava contro la guerra in Afghanistan ma subito precisava che stava comunque dalla parte dell'esercito perché "giusta o sbagliata che sia la guerra, è comunque il mio Paese". E vai di tricolore!!! E' questo che vogliamo? Ascolta il mio consiglio, Jerry: fai una prova. Un giorno al mese perlomeno, metti fuori della finestra la bandiera del Perù e sentiti fiero di essere peruviano. E' un bel paese che vale quanto l'Italia, eh? Fidati. Se leggi Manuel Scorza, ti innamorerai di questo angolo di mondo, scommetto. Io ci son stato, in Perù. Tanta gente che lotta per un mundo mejor, tanti servi figli di troia che li menano. Proprio come in Italia, in Marocco e in Messico (continuo?) E io naturalmente sono anche fierissimo di essere messicano, caramba!
E' un vasto, vasto mondo. Diverso e uguale dappertutto. Vogliamoci e vogliamogli bene senza indulgere alla debolezza di sentirci fieri di "appartenere" (ma che vuol dire poi?) ad una sua piccola parte geografica o etnica o - ancora peggio!!!- "culturale".
din don dan
riccardo
ps - letture consigliate atte a far passare la malattia da "fierezza di bandiera": Marco Aime "Lo specchio di Gulliver" o "Eccessi di culture"
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