giovedì 5 luglio 2012

Cambiare davvero. Camminando sulla strada che ci ha portato ai referendum

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All’incontro organizzato allo Sherwood Festival sul tema “Verso le elezioni politiche del 2013, tra crisi europea e necessità dell’alternativa”, lunedì sera nell’area del parcheggio dello stadio Euganeo di Padova, c’era più gente che davanti al maxi schermo per quella disgraziata finale Spagna Italia. Il che è senza dubbio un bel segnale per la politica, favorito se vogliamo, dalle personalità presenti sul palco. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, un pezzo grosso della segreteria nazionale di Syriza, il partito di sinistra che nelle ultime elezioni ha sfiorato il botto totalizzando un ottimo 26,9%, Panos Lamprou, accompagnato dal giornalista di Manifesto nonché corrispondente dal Paese ellenico, Arigiris Panagopulos. E ancora Niki Vendola nella sua doppia veste di segretario di Sel e presidente della Regione Puglia (lotta e governo). A fare gli onori di casa, Vilma Mazza di Ya Basta! e Gianfranco Bettin, assessore alla pace del Comune di Venezia col compito di stimolare il dibattito.


L’obiettivo dell’incontro, come era evidente dallo stesso titolo, era quello di provare, per dirla con le parole di Vilma Mazza, “a costruire una alternativa di sistema che non sia solo una sommatoria elettorale di partiti e partitini ma che sia capace di parlare anche ai movimenti. Consapevoli come siamo che la strada del voto non potrà mai da sola portare ad un reale cambiamento e risolvere la profonda crisi della rappresentanza che stiamo attraversando”. A questo proposito, in allegato a questo
link, potete scaricare il testo integrale dell’appello presentato durante l’incontro e che ha avuto come primi firmatari – ne citiamo solo alcuni – Valter Bonan, Cinzia Bottene, Federico Camporese, Francesco Miazzi e Gianfranco Bettin.Il dibattito si è dipanato lungo un filo che partiva da Genova. Vendola ha rimpianto come, in quell’occasione, il suo partito di Rifondazione abbia perso l’opportunità di sciogliersi dentro il movimento e ha quindi ricordato le tante, troppe, contraddizioni che ha vissuto il movimento operaio nella sua storia otto e novecentesca. Le cose più importanti le ha rimarcate alla fine del suo intervento: “se il Pd rimarrà incastrato sull’asse D’Alema – Casini, noi non ci stiamo neanche alle primarie. Non possiamo essere complici di questa macelleria sociale”. Avremo una sinistra che corre da sola quindi? E’ quanto augura all’Italia anche il greco Panos Lamprou: “Non è che in Grecia la gente sia diventata improvvisamente comunista. E’ che sono diventati improvvisamente poveri. Così tutte le realtà alternative, dai comunisti ai verdi, dai leninisti ai movimenti si sono messi insieme in quella strana cosa che è Syriza”. La conclusione di Lamprou potrebbe essere sintetizzata, ci perdoni l’amico greco, così: “Fatelo anche voi in Italia, altrimenti questo devastante sistema neo liberista vi farà un didietro tale”.
Ma la sinistra italiana, lo sappiamo bene, da questo orecchio ci sente poco. Eppure è per questa strada che si arriva al famoso
otro mundo che, mi dicono gli ottimisti, es siempre posible. Un ottimista è per l’appunto il sindaco di Napoli. Un ottimismo tutto partenopeo. “A Napoli governo senza soldi. E va bene così. Le più grandi disgrazie che affliggono la mia città risalgono appunto ai periodi in cui arrivavano finanziamenti a pioggia”. De Magistris invita (Vendola?) a non aspettare il Pd e a smettere di correre dietro ad un partito che sta portando avanti le politiche berlusconiane senza Berlusconi oggi in maniera più spudorata di quando era alla, chiamiamola così, opposizione. L’ex magistrato invita a difendere i beni comuni e a dimostrare che il pubblico, se ben gestito, può essere efficace e conveniente. Attenzione quindi al tentativo in corso del Governo che, alla faccia dei referendum, mira a privatizzare e a svendere tutto quello che resta del pubblico continuando quella terrificante operazione di mercificazione avviata da Berlusconi. Non parliamo solo dell’acqua o del ciclo dei rifiuti ma anche di cose non esattamente di poco conto come la Giustizia, i diritti e la politica in generale. Proprio i referendum sono stati il focus dell’intervento di Gianfranco Bettin. L’unico, va rimarcato, che sul palco abbia pronunciato la parola “ambiente” ricordando come pochi giorni prima sia fallito il vertice di Rio nell’indifferenza dei media. “Eppure, la cosa più importante che sta accadendo alla Terra negli ultimi diecimila anni sono proprio i cambiamenti climatici”.
L’ambientalista ha sottolineato come la stagione dei referendum sia stata la più bella vissuta dall’Italia negli ultimi anni “ciò nonostante non siamo riusciti a capitalizzare questa vittoria e oggi stiamo combattendo una battaglia di retroguardia per difendere un risultato referendario che dovrebbe essere acquisito, dagli attacchi continui del governo Monti. Siamo arrivati in finale ma non riusciamo a vincere l’ultima partita. Come assessore mi trovo a sprecare energie e lavoro per superare ostacoli messi appositamente per impedire una soluzione alternativa, semplice ed efficace dei problemi. Eppure proprio dai referendum in difesa dei beni comuni nasce una alternativa, semplice ed efficace gestione di questa crisi. La famosa strada che porta all’
otro mundo che tutti auspichiamo, l’abbiamo già imboccata con la vittoria referendaria. Tocca a noi percorrerla”.
Il video integrale degli interventi è visibile nella pagina del sito Global Project al seguente
link.

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