giovedì 15 ottobre 2009

Promesse di futuro. Intervista con Edoardo Salzano

Promesse per il futuro. Ecco una perfetta sintesi di quanto vedremo oggi e domani a Forte Marghera. Incontri, film, documentari, spettacoli e assemblee. Tanti temi per un solo scopo: inventare tutti insieme un modo diverso di immaginare il nostro futuro.
Edoardo Salzano, urbanista e curatore del sito www.eddyburg.it, è tra i promotori del comitato contro il Ptrc, il piano territoriale regionale di coordinamento, e una delle anime di questa “due giorni” per il “Veneto che vogliamo”.


Edoardo, che sta succedendo a Forte Marghera? Invece di stare a casa e guardare la televisione, la gente spende i pomeriggi a parlare di futuro?
Proprio così. Per come la vedo io, la cosa fondamentale è proprio questa: finalmente un tema come l’aspetto futuro del nostro territorio non è delegato ai cosiddetti tecnici e tanto meno neppure ai tecnici al servizio di quelli che comandano. Sono gli abitanti, i cittadini stessi, che cominciano a discutere e a prendere coscienza su un tema che riguarda l’intera la società civile. Il secondo aspetto positivo è che comincia a circolare largamente una informazione non asservita al potere. Oggi nei mass media non si occupa nessuno di problemi come l’aspetto della città o del territorio. Sono temi considerati a torto marginali ed invece sono decisivi nella vita degli abitanti di oggi e di domani. Considero fondamentale che comincino a girare anche le idee di quelli che la pensano diversamente rispetto al pensiero dominante. La vedo come una promessa per il futuro.

Parli della rottura del muro di omertà che, perlomeno nei media locali, nascondono le iniziative e le proposte dell’associazionismo e dei movimenti. Ma di questa rottura il merito non va alla stampa italiana?
No, per carità! I media ci hanno ignorato completamente. Pensa che qualche giorno fa abbiamo tenuto una conferenza stampa per raccontare come alcuni di noi siano stati incriminati semplicemente perché hanno raccolto in piazza le adesioni alle osservazioni da portare in Regione in merito al Ptrc. Dicono che abbiamo contravvenuto ad una legge di pubblica sicurezza che da anni non veniva più applicata e che bisognava informare la questura a non solo i vigili e il Comune che per organizzare un banchetto di raccolta firme. Nessun giornale locale ha accennato alla vicenda. Per questo dico che è importante che le informazioni, nonostante tutto, girino su canali alternativi ai media per così dire tradizionali o schierati. Lo abbiamo constatato di persona vedendo le grandi affluenze che ci sono state alle nostre serate informative sul Ptrc.

Torniamo a Forte Marghera. Che ne sarà di tutto questo “immaginare il futuro” domani?
Questa “Due giorni” è un punto di partenza e non di arrivo. Domani dovremo lavorare per proiettare nel futuro quanto oggi diremo e abbiamo detto. Stiamo avviando una fase costituente. Nessuno ha ricette pronte. Le oltre 140 associazioni che hanno aderito all’iniziativa hanno un lungo percorso da costruire e da seguire con tanta saggezza, perché quando ci si mette insieme ognuno deve saper rinunciare a qualcosa. Autonomia e collaborazione.

Questo mi porta a chiederti quale rapporto dovranno tenere le associazioni con i partiti.
Ci sono due aspetti da considerare. Da un lato la giusta e comprensibile preoccupazione dei comitati di essere strumentalizzati, ma dall’altro lato c’e anche il rischio dell’intolleranza senza costrutto. Vedi, sui partiti ognuno ha il giudizio che ha. Se ne può parlare bene, male e anche così così. L’importante è che tutti coloro che hanno la seria intenzione di lavorare in una certa direzione imparino a lavorare insieme. Collaboriamo, quindi, stando attenti però a respingere qualsiasi tentativo di infiltrazione a scopo meramente elettorale.

Questo per i comitati. Ma i partiti lo capiranno?
Se vogliono capire capiranno, ma se non vogliono capire… peggio per loro. Saranno sostituiti da qualche cos’altro. Gli elettori riempiono sempre i vuoti. Quando il popolo non si sente rappresentato trova sempre il nodo di farsi rappresentare per altre strade.

Magari per una di quelle strade che passa per Forte Marghera.

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