martedì 11 gennaio 2011

Fiaccole di pace

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La Vicenza di pace, la Vicenza che non vuole la base di guerra, tornerà a sfilare per le vie del centro, sabato 16 dicembre, così come fece quel 16 dicembre di quattro anni fa, quando migliaia e migliaia di persone riempirono le strade con bandiere arcobaleno, palloncini colorati e striscioni contro il Dal Molin per difendere il loro territorio e denunciare che la costruzione di una aeroporto militare ad un tiro di schioppo dalla basilica del Palladio avrebbe messo in crisi tutto l’ecosistema urbano. Per denunciare, insomma, quello che negli anni successivi si è puntualmente verificato. “Non sarà una ricorrenza funebre, quelle vanno bene per chi non ha più niente da dire – spiega Olol Jackson, una delle più autorevoli voci del presidio permanente - Oggi dobbiamo e vogliamo rivendicare , con maggior forza di prima, verità e giustizia rispetto a quanto sta accadendo al nostro territorio. Abbiamo il diritto di sapere come mai eventi catastrofici come le inondazioni si ripetono con sempre maggior frequenza, abbiamo diritto di sapere di chi sono le responsabilità di un dissesto idrogeologico che ormai è evidente a tutti. Scusateci, ma in tutto questo abbiamo anche il diritto di sapere quali danni alla falda sta producendo la posa di migliaia di pali conficcati nel terreno del Dal Molin. Non si può far finta di niente solo perché il cantiere della base Usa avanza”.


Il presidio invita quindi tutti i cittadini ad illuminare Vicenza con una grande fiaccolata, la sera di sabato prossimo, portando in piazza la stessa dignità e la stessa indignazione di quattro anni fa e di far sentire forte la voce di un movimento tutt’altro che sconfitto ma cresciuto e maturato in anni duri ma anche straordinari. Un movimento che ha contribuito a cambiare il linguaggio della politica strutturando e riempiendo di significati concetti come “beni comuni” e democrazia dal basso”, e ottenendo anche importanti risultati. Ne sia un esempio, si legge in un comunicato del presidio, il Parco della Pace. I primi progetti della base prevedevano il passaggio dell’intero perimetro del Dal Molin all’esercito Usa. Se oggi questa prospettiva è cambiata, sottraendo spazio alla base militare per destinarlo ad un uso pubblico verde, è solo grazie alla mobilitazione dei vicentini. “Per questo – conclude Olol Jackson – in occasione della fiaccolata chiederemo che il Parco della Pace venga consegnato al più presto alla comunità vicentina. Su questo punto, come sui reali danni al territorio che la costruzione della base sta causando, dobbiamo pretendere verità e giustizia, consapevoli del fatto che nessuno ci regalerà nulla ma tutto ce lo dovremo conquistare con le nostre mobilitazioni”.

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