martedì 24 maggio 2011

Chioggia contro l'atomo

Image 18-02-15 at 19.22 (1)
“Chi resta passivo, diventa radioattivo”. Uno slogan tanto provocatorio quanto efficace, se pensate che a scandirlo davanti ad una spiaggia piena di bagnanti spaparanzati al sole, è una catena umana lunga oltre un paio di chilometri. Una provocazione che colpito nel segno, considerato che in tanti hanno alzato il popò da sdraio e materassino per prendere per mano gli attivisti e allungare una catena che è riuscita a coprire tutto il lungomare di Sottomarina. Un successo che supera anche le più ottimistiche previsioni degli organizzatori, quello ottenuto dalla manifestazione contro il nucleare svoltasi sabato nella spiaggia vicino a Chioggia. Tra le sette e le ottocento persone hanno sfilato dalla piazza centrale di Sottomarina sino alla spiaggia con cartelli, striscioni, palloncini gialli e bandiere No Nuke per abbracciare simbolicamente con una lunga catena umana un’area che è tra le più “papabili” per una futura realizzazione di un impianto nucleare.


Una iniziativa pittoresca e di forte impatto che, tanto per cambiare, è stata quasi completamente ignorata dai media locali, tanto la stampa quanto le televisioni. Eppure, la stessa reazione positiva dei bagnanti che, non soltanto non hanno mostrato insofferenza ma hanno applaudito gli attivisti e in molti casi si sono aggiunti alla catena, dimostra che il pericolo di una deriva nucleare è fortemente sentito e il ricordo di Fukushima ancora vivo. “Io abito vicino a Costanza – mi ha spiegato un giovane studente rumeno in Italia per motivi di studio. Uno dei tanti bagnanti che si sono aggiunti alla manifestazione col costume addosso -. Il comunismo ci ha lasciato in eredità una centrale nucleare che non ha mai smesso di darci problemi e continua ancora oggi ad inquinare il Danubio e a devastare l’ecosistema del bel parco naturale realizzato nel delta. Cinque anni fa facevo il servizio militare, e per due settimane siamo stati tutti messi in allarme per un problema al reattore. Tutta la caserma con la tuta antiradiazione e fuori nessuno ne ha saputo mai niente. Neppure telefonare alle famiglie per avvertirle di allontanarsi, ci hanno lasciato. Alla fine ci è pure andata bene e i danni sono stati contenuti. Ma la prossima volta?”
“Un risultato straordinario” per Oscar Mancini, coordinatore veneto della campagna contro il nucleare, la manifestazione, “che fa ben sperare per il raggiungimento del quorum”. Soddisfatti anche i comitati “Due sì per l’acqua” che hanno partecipato alla manifestazione perché, come spiega Tommaso Cacciari, coordinatore per Venezia “acqua e nucleare due facce della stessa battaglia per l’ambiente, per un futuro desiderabile e per la stessa democrazia”. Insomma, una bella giornata di mare, di spiaggia, di attivismo e di alternativa politica. Lo stesso bel sole quasi estivo che ha accompagnato tutta la mobilitazione che si è conclusa la sera con un applaudito concerto di Caparezza al Rivolta, è stato la dimostrazione che sabato 12 e domenica 13 giugno si può tranquillamente programmare una gita al mare e passare prima per il seggio a mettere tre sì per ipotecare un futuro pulito.

Nessun commento:

Posta un commento