domenica 30 novembre 2025

Venezia, la manifestazione contro Leonardo

LA PROTESTA Manganelli, idranti e un muro di scudi sorretti da agenti in tenuta antisommossa hanno impedito al corteo di entrare nei capannoni del sito di Tessera

Manganelli, idranti e un muro di scudi sorretto da agenti in tenuta antisommossa hanno impedito al corteo di entrare nei capannoni della Leonardo, a Tessera. I manifestanti si erano dati appuntamento venerdì mattina nel parcheggio di Ca’ Noghera, vicino all’aeroporto Marco Polo, e si sono mossi in corteo lungo lungo via Triestina, bloccando di fatto una delle principali arterie del Veneto orientale. Circa tremila le persone che hanno aderito alla manifestazione veneziana organizzata in supporto allo sciopero generale. L’obiettivo era quello di raggiungere lo stabilimento della Leonardo spa a Tessera e manifestare contro questa azienda a partecipazione statale specializzata nel settore bellico.

Ad aderire al corteo, oltre ai Cobas, all’Adl e alle altre sigle sindacali che avevano proclamato lo sciopero, anche varie associazioni Pro Pal, i centri sociale del Nord Est e le ragazze e i ragazzi di Extinction Rebellion che hanno colorato l’iniziativa alla loro maniera: suonano tamburi, campanelle e campanacci. Giunti davanti all’entrata dell’azienda produttrice di armi, i manifestanti si sono trovati davanti a un imponente cordone di polizia che ha aperto gli idranti e poi ha caricato il corteo provocando vari contusi e il ferimento di una ragazza alla testa. La manifestazione è comunque proseguita con un presidio davanti ai cancelli della Leonardo e bloccando il transito lungo la Triestina sino al primo pomeriggio.

Negli interventi che si sono susseguiti al megafono, i manifestanti hanno denunciato la responsabilità politica del nostro governo nell’alimentare un’economia basata sulla guerra e sugli investimenti militari a scapito di settori come l’istruzione, il welfare, la sanità e la ricerca. Sottolineato il ruolo crescete della Leonardo nella filiera militare internazionale riportando i dati diffusi da tante reti internazionali che documentano la partecipazione dell’azienda alla produzione di sistemi (su commesse siglate prima del conflitto) utilizzati anche nei bombardamenti su Gaza e nel genocidio palestinese. Con impennata del valore delle azioni della Leonardo Spa.

Importante la partecipazione alla manifestazione delle studentesse e degli studenti degli atenei veneziani che hanno denunciato il crescente coinvolgimento delle università nell’industria bellica e la preoccupante militarizzazione di università e di scuole di tutti i gradi, conseguente alle politiche contenute nel ddl Gasparri e alla riforma Anvur, considerata un ulteriore strumento di ingerenza governativa negli organi accademici.

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