domenica 27 settembre 2009

Corazon del tiempo

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Una straordinaria storia d’amore in un ordinario contesto di lotta. Corazon del Tiempo, il primo film interamente prodotto da una Giunta del Buon Governo del Chiapas, è un appassionato viaggio nella resistenza indigena. Attraverso le vicende personale di una giovane donna, Sonia, divisa tra l’affetto per Miguel cui è promessa sposa sin dalla nascita e l’amore per Juan, tenente dell’Ezln, il film diretto da Alberto Cortes e sceneggiato dal giornalista Hermann Bellinghausen, trasporta lo spettatore all’interno di una foresta dai contorni quasi magici che fa da forte contrasto con il rumore degli elicotteri da guerra e lo sferragliare dei cingoli dei carri armati che assediano le comunità resistenti.


“Eppure Corazon del Tiempo non è un film di propaganda – ha spiegato Hermann Bellinghausen, in occasione dell’anteprima nazionale al Sale Docks di Venezia, venerdì 25 settembre – e non è neppure uno dei tanti documentari sullo zapatismo. Corazon del Tiempo è un film vero. Una fiction con attori che recitano un copione e che interpretano personaggi di fantasia, pur se il contesto è quello della quotidianità della lotta indigena volta a costruire autonomia e a difendere le terre recuperate e la biodiversità della selva”.
Il film che è già alla terza settimana di programmazione nelle sale di Città del Messico – “Un successo che certo non ci aspettavamo! In Messico stiamo sfiorando gli spettatori di Harry Potter!” confessa Hermann - è stato girato da una troupe di professionisti che per sei settimane si è trasferita nella selva Lacandona per lavorare con la giunta del Buon Governo Hacia La Esperanza. Non professionisti sono invece tutti gli attori. “Non potevamo fare a meno di utilizzare indigeni – conclude Hermann – Il film è loro ed è giusto che fossero loro a recitare. E, da quanto ne so, questo è il primo film in cui gli indigeni recitano da indigeni con piena coscienza. Il film non è un docudramma in cui una famiglia rappresenta la sua vita quotidiana. L’accordo iniziale infatti era che gli attori dovevano interpretare i vari personaggi all’interno di una sceneggiatura stabilita ma rimanendo sempre se stessi. Nessuno doveva fingere di essere zapatista a tutti i costi, piuttosto dovevano rappresentare lo zapatismo in forma collettiva”.
Dopo l’anteprima al Sale Docks, Corazon del Tiempo è stato proiettato a Vicenza, Milano e Firenze. Mercoledì 30 sarà a Napoli, e giovedì 1 ottobre a Roma. Agli incontri saranno presenti lo sceneggiatore Hermann Bellinghausen e Vilma Mazza, portavoce dell’associazione Ya Basta. Sempre a Ya Basta, può rivolgersi chi è interessato ad organizzare altre proiezioni. Tutti gli indirizzi sul sito www.yabasta.it.

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