martedì 7 giugno 2011

Referendum, ci siamo quasi

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Ci siamo quasi. Domenica si vota. Per i comitati del Sì, per le associazioni ambientaliste e per i tantissimi cittadini che sin dalla raccolta firme si sono spesi in prima persona con generosità e dedizione in difesa dell’acqua pubblica e per una energia pulita, questi sono gli ultimi sforzi. Venerdì sera, a piazza Ferretto, Mestre, è in programma una grande festa di chiusura regionale, in attesa di replicarla, magari domenica sera stessa, dopo il raggiungimento del quorum. Ma in questa settimana, il nordest è tutto un fiorire di iniziative di sensibilizzazione. Sabato si è conclusa la lunga marcia organizzata da associazioni come Mountain Wilderness e Cipra, cui hanno partecipato anche rappresentanti dei popoli indigeni della Colombia. Gli attivisti hanno marciato lungo i principali corsi d’acqua del Trentino, seguendo il corso del fiume Noce in val di Non e in val di Sole, dalla foce fino alla confluenza con il fiume Adige.


Altri marciatori partiti dalla valle di Rabbi, si sono uniti al gruppo seguendo il Rabbies e altri ancora camminando lungo le sponde del Novella, supportati dalle associazioni di rafting e di canoa.
Gli attivisti di Primiero hanno seguito il Vanoi e il comitato Abc delle Giudicarie ha percorso in bicicletta la val Rendena. Partiti chi il mercoledì e chi il giovedì, sono tutti confluiti sabato 5 a Trento per festeggiare in piazza Duomo.
A Venezia, come abbiamo già scritto su Terra, la notte prima della decisione della Corte di Cassazione di validare il quesito sul nucleare, una cinquantina di attivisti ha campeggiato con tanto di tende e sacchi a pelo in piazza San Marco. A Marghera, sabato scorso, i graffitari hanno colorato i grigi muri di piazza del Mercato per celebrare il Godzilla Day. Il fantascientifico mostro giapponese, ricordiamocelo, era proprio un prodotto delle radiazioni nucleari. Neanche la Biennale è rimasta fuori. Il giorno del vernissage, sabato, una barca a vela che batteva l’insegna di Emergency ha percorso il bacino di San Marco sventolando bandiere contro il nucleare e gridando slogan dai megafoni. Un altro gruppo di attivisti si è dato battaglia ai Giardini, davanti ai padiglioni, con pistole d’acqua.
Tra le tante prese di posizione, val la pena citare le monache del convento delle Carmelitane Scalze. Sì, proprio le suore di clausura che, crediamo, dal tempo dei dogi e anche prima, non avevano mai preso posizione su una qualsiasi faccenda terrena. Proprio loro, hanno scritto una lettera a tutti i preti della Diocesi di Venezia, invitandoli a pubblicizzare il referendum tra i fedeli. Le vie del Signore, ha osservato qualcuno, sono davvero infinite. La stessa rete interdiocesana, d’altra parte, si è formalmente schierata a tutela di un bene comune che è anche un dono di dio. “Può un credente – hanno scritto – accettare una economia che pretende di mercificare anche l’acqua del battesimo?”
Tra le tantissime iniziative che proprio non ci stanno in un solo articolo di giornale, scegliamo di chiudere con la storia di Francesca, giovanissima mamma che sale sui vaporetti di Venezia col piccolo ancora in fasce per distribuire volantini tra la gente. “Lo faccio per il futuro di mio figlio – mi spiega-. Tanti non sanno ancora che ci sarà un referendum. Molti mi ringraziano e mi dicono di risparmiare il volantino che già voteranno sì. Allora io gliene allungo 2 o 3 per aiutarmi nella distribuzione e loro accettano sempre volentieri. Capita che qualcuno mi dica che non vuole saperne di politica. Io apro un dialogo e tutto il vaporetto ascolta o partecipa. Alla fine tutti mi sorridono, si crea un legame, forse passa un po' di energia, cadono dei muri, non siamo più dei singoli viaggiatori in un vaporetto ma parte di una stessa comunità con obbiettivi comuni. Quando scendono mi salutano sorridendo e con una faccia meno spenta rispetto a quando sono saliti. Alle volte basta poco, vero?"

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